Dal mio diario personale, 12/01/2018.

Oggi sono terrorizzata. Terrorizzata dal cibo. Terrorizzata perché a volte mi piace quello che mi danno da mangiare. Non riesco neanche a toccarlo. Ho paura di provare piacere per il cibo. Mi sento davvero una merda quando provo a gustarmelo. Ho l’anima letteralmente distrutta. E’ a brandelli. Un pugno di banalissimi coriandoli bianchi. Banali come me. Bianchi perché odio i colori.
Sento il grasso colarmi dalla schiena, e non riesco a concentrarmi su nessuna conversazione. Provo a parlare e sento che ingrasso ogni secondo che passa. Sento la testa girarmi dal panico e mi sento come se avessi bevuto tutto il giorno. Il cuore mi sale in gola e non riesco a respirare bene. L’ansia mi spacca lo stomaco, sento quel vuoto che ti viene quando sta per succedere qualcosa di spiacevole. Quanto mi spaventa l’incertezza. Dietro ad essa si nasconde sempre una grande delusione. La mia vita qui si riduce a misurare l’ansia tra un pasto e l’altro. E niente di più.
Da quando sono qui ho ingerito talmente tante calorie che non riesco più a contarle. Vado sui siti e provo a capire. Vorrei morire, piuttosto che vedere le mie gambe grandi come le avevo prima. Mi sembra che qualcuno abbia soffiato sui miei documenti impilati perfettamente. Non so più come controllare tutto, non so dove mettere le mani. E allora grido internamente. Sono arrabbiata ma non sento niente.
Non posso uscire mai, tranne con il permesso dei medici. Mi hanno detto che sono troppo magra per stare qui, dovrebbero mandarmi all’ospedale con il sondino, ma mi stanno dando la possibilità di provare a rimanere. Io però non ci voglio andare in ospedale. Ho guardato su internet e ho scoperto di avere il BMI di una ragazzina di 12 anni. Non riesco a capire perché io continuo a vedermi uguale a quando ero 60 kg, mentre tutto intorno a me si sta pian piano sgretolando.
Mi sento sempre a disagio, parlo e ho paura di ferire le altre persone, vorrei che tutti stessero bene e fossero senza pensieri. Io posso soffrire, riesco a gestirlo, ma loro devono avere tutto il meglio che io possa dargli. Vorrei fare l’urlo più forte de mondo ma non mi esce niente. Soffro ma sono apatica. Non sento niente per nessuno.
Dico tante bugie, mento quando dico di volere bene alle altre persone, io non voglio bene a nessuno. Nemmeno a me. Non è colpa mia se non sento niente. Sento il vuoto. Se fosse un luogo sarebbe un gigantesco buco bianco. Senza dimensioni, senza forme, senza suono senza consistenza. Precisamente, il nulla. E io sono fatta per contare e basta. Io sono fatta per stare da sola. Vivo con la paura che mi odino tutti, so che mi prendono in giro alle mie spalle. E io sto male perché ci metto tutta me stessa per piacere agli altri, ma a nessuno importa veramente di me. Io vedo l’odio quando mi guardano. Non ho più amici. Ho solo Alessandro e non sento più niente neanche per lui. Avete presente quando leggi in faccia a qualcuno il fastidio che gli porti ? Mi succede con tutte le persone che mi stanno attorno e io mi blocco. Non riesco a essere cool come loro, giusta come loro, all’ultima moda come loro, sempre sul pezzo come loro. E mi sento una perdente, me lo dicono con gli occhi ogni volta che mi guardano.
Parlare con le altre persone mi causa disagio. E io odio il disagio, l’ho provato per tutta la mia vita. E’ quel sentimento di merda che non si scolla mai di dosso. A volte raggiunge picchi altissimi, e diventa acuto, è semplicemente fango spalmato su tutto il mio corpo , che tutti possono vedere. Io giuro che me lo sento attaccato alle ossa, e non posso toglierlo. Voglio sentire il dolore, altrimenti non mi sento viva. Vorrei svenire per sentirmi ancora me stessa, invece sono una ragazza che fa quattro pasti al giorno e non sa chi sia. Sono solo una ragazza grassa, il cibo mi guarda e me lo ricorda sempre. Mangiona di merda che non sei altro.Vorrei mollare, potrei andarmene quando voglio.. ma so che deluderei mia sorella, e so che ne morirebbe. E io non voglio farla stare male . Sono io che devo essere perfetta. Perfetta in tutto quello che faccio. Non POSSO sbagliare una singola virgola, altrimenti è gusto che io mi punisca perché me lo merito… sbagliare è da incapaci e io posso controllarmi solo così. Mamma lo diceva sempre, non si poteva sbagliare con lei. E io avevo paura di deluderla sempre.
Sono fiera della disciplina che uso su me stessa. Sono forte. Senza sarei solo una sfigata di merda. Voglio continuare a vedere le vene uscirmi dalle braccia, ogni giorno me le controllo con la paura che un giorno svaniscano. Sono la mia sicurezza. Voglio sentire i miei fianchi uscire, e non voglio MAI più sentire le mie gambe toccarsi. Potrei morire di dolore se capitasse. Così mi sento davvero al sicuro, bella e ordinata, pronta a perdere ancora più peso. Ma qui me lo impediscono e io li odio. Non posso abbandonare questo corpo meraviglioso, frutto di tanto impegno e dedizione. Sono bella così, e so che lo sarei di più se fossi 35 kg… potrei raggiungere il mio peso forma, e so che sarebbe anche più consono alla mia personalità. Voglio il corpo duro e forte, come la mia anima. Continuerò a incastrarmi i biscotti in bocca, e a sputarli appena arrivo in stanza. Ho paura che mi scoprano, ma ogni tanto vedo le altre ragazze che nascondono il cibo nelle tasche. E le odio a morte, perché vorrei farlo anch’ io e invece ingrasserò a differenza loro. Le invidio molto.

Ora ho la merenda e ho una paura fottuta. Voglio il mio cappuccino e basta, come è giusto che sia. NON SONO ANORESSICA, non ha senso che io stia qui, sono la più grossa di tutte, lo sanno tutti e glielo leggo in faccia a tutti coloro che mi guardano.

SONO IO CHE DECIDO COSA CAZZO MANGIARE perché VOGLIO E DEVO ESSERE MAGRA.

Questo articolo è guidato da “Noyz Narcos / Via con me”