LUNA CALANTE – Death and all his friends

LUNA CALANTE – Death and all his friends

“dipingimi distorto come un angelo anormale che cade”

Sono morta tante volte. Dieci, venti, trenta. Mille. Si, sono morta mille volte. Cosi tante da scordarmi come ci si sente mentre si muore. Si muore e basta. Il dolore non passa, cambia. E se c’è una cosa che ho imparando morendo è che il veleno dentro rimane, si attacca a tutti i tessuti e non si leva più. Crea una patina protettiva invisibile agli altri, interna, che non permette l’entrata, ma neanche l’uscita. Sono morta così tante volte che mi chiedo se credo ancora nella vita. Sono morta così tante volte che sono ferma. Non provo niente, ma sento tutto. Un boato sordo, che mira al mio cuore. Sono morta così tante volte che sono sempre sopravvissuta, come nei miei sogni. Muoio ma non muoio, sanguino cosi tanto che non basta mai per morire. Nuoto nel mio sangue. Sono morta così tante volte che porto i segni, e ricordo chi me li ha fatti. Uno dopo l’altro, a turno. Sono sempre loro. Non smettono mai. Sorridono mentre lo fanno, compiaciuti.
Un chiodo nei piedi, per non farmi camminare. Un taglio nelle gambe per farmi chiedere aiuto. Un pugnale nella pancia per farmi vergognare. Una lancia nel seno per farmi sentire piccola. Un chiodo nelle braccia per non farmi volare. Una corda nelle mani per non farmi liberare. Due pugnali nel collo per non farmi alzare la testa. Mille, diecimila lance nella schiena, per farmi piegare.
Sono morta così tante volte che fatico a camminare. Uno, due, tre passi. E poi in ginocchio.
E poi di nuovo in piedi. Uno, due, tre passi. E poi ancora in ginocchio.
Sono morta così tante volte che non riesco più a credere a nessuno. Non riesco più a chiudere gli occhi, per paura di trovare qualcosa quando li riapro. Sono morta così tante volte che non mi puoi toccare. Così tante che non ti puoi avvicinare.
Sono morta così tante volte che.

Mi hanno rovinata tutta.

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